Stanchezza, sonnolenza, difficoltà a concentrarsi e una sensazione generale di avere meno energia: con l’arrivo dell’autunno molte persone descrivono disturbi di questo tipo e li associano al cosiddetto cambio di stagione.
In realtà, il cambio di stagione non è una patologia e non esiste una vera e propria “sindrome da cambio di stagione” che interessi indistintamente tutti. Le variazioni delle ore di luce, delle temperature e delle abitudini quotidiane possono però coincidere con cambiamenti del sonno, dell’attività fisica e dei ritmi giornalieri. A questi fattori si aggiungono, soprattutto tra settembre e ottobre, il ritorno al lavoro o a scuola e una maggiore permanenza negli ambienti chiusi.
Il risultato può essere un periodo di adattamento nel quale ci si sente meno energici del solito.
Per affrontarlo è utile partire dalle abitudini quotidiane, distinguendo soprattutto che tipo di difficoltà si sta vivendo: stanchezza fisica, maggiore esigenza di supportare le difese dell’organismo oppure affaticamento mentale richiedono infatti approcci differenti.
Cambio di stagione in breve: sintomi, cause e possibili supporti
| Esigenza più frequente | Come può manifestarsi | Su cosa intervenire | Possibile supporto nutrizionale |
|---|---|---|---|
| Stanchezza fisica | Spossatezza, poca energia, difficoltà ad affrontare gli impegni quotidiani | Sonno, alimentazione, attività fisica, regolarità dei pasti | Berinos, con vitamine del gruppo B, vitamina C, L-carnitina e pappa reale |
| Supporto alle difese e al benessere respiratorio | Maggiore esposizione ai disturbi tipici dei mesi freddi e sensibilità delle prime vie respiratorie | Stile di vita, alimentazione, igiene, ricambio dell’aria | Neomucil, con N-acetilcisteina, Zinco ed estratti vegetali |
| Affaticamento mentale | Calo della concentrazione, minore lucidità, difficoltà a riprendere il ritmo di lavoro o studio | Sonno regolare, pause, attività fisica, gestione dei carichi | Bnad, con NADH e vitamine del gruppo B |
L’integrazione alimentare deve comunque inserirsi all’interno di un’alimentazione varia ed equilibrata e di uno stile di vita sano. In caso di sintomi persistenti o particolarmente intensi è importante parlarne con il medico.
Perché ci sentiamo stanchi durante il cambio di stagione?
Quando si passa dall’estate all’autunno cambiano contemporaneamente diversi elementi della quotidianità.
Le giornate diventano progressivamente più corte, ci si espone meno alla luce naturale, cambiano gli orari e spesso si modifica anche la quantità di tempo trascorsa all’aperto. La luce rappresenta uno dei principali segnali ambientali utilizzati dall’organismo per sincronizzare il proprio ritmo circadiano, cioè il sistema che contribuisce a regolare alternanza sonno-veglia e numerose altre funzioni fisiologiche.
Questo non significa che la diminuzione delle ore di luce provochi necessariamente stanchezza. Gli studi sulle variazioni stagionali di sonno e affaticamento mostrano infatti risultati non sempre uniformi. È più corretto considerare il cambio di stagione come un momento nel quale fattori ambientali e cambiamenti delle abitudini possono sovrapporsi, rendendo necessario un periodo di adattamento.
A settembre, inoltre, per molte persone coincide con il rientro dalle ferie, la ripresa del lavoro, il ritorno a scuola dei bambini, orari più rigidi e un aumento degli impegni. Alla componente fisica può quindi aggiungersi anche un vero e proprio carico mentale da rientro.
Quali sono i sintomi più comuni associati al cambio di stagione?
Le sensazioni riferite più frequentemente possono comprendere:
- stanchezza e mancanza di energia;
- maggiore sonnolenza durante il giorno;
- difficoltà a svegliarsi al mattino;
- riduzione della concentrazione;
- sensazione di minore efficienza mentale;
- irritabilità o maggiore sensibilità allo stress;
- cambiamenti nel ritmo del sonno;
- difficoltà a mantenere il consueto livello di attività fisica.
Non tutti avvertono questi disturbi e la loro intensità può essere molto diversa da persona a persona.
È importante inoltre non attribuire automaticamente ogni forma di stanchezza alla stagione. Affaticamento persistente, debolezza importante o difficoltà di concentrazione protratte nel tempo possono avere numerose cause e meritano una valutazione medica.
Cambio di stagione e autunno: perché aumentano anche i disturbi respiratori?
La transizione verso i mesi freddi non riguarda soltanto l’energia.
Molti virus respiratori presentano una marcata stagionalità nelle regioni temperate. Temperatura, umidità, caratteristiche dell’ambiente e comportamento umano contribuiscono in modo diverso al fenomeno. Con il freddo, inoltre, aumenta generalmente il tempo trascorso in luoghi chiusi e possono moltiplicarsi le occasioni di contatto ravvicinato.
Una revisione pubblicata sull’Annual Review of Virology identifica proprio condizioni ambientali e comportamento umano tra i principali elementi associati alla stagionalità delle infezioni respiratorie.
Non è quindi lo “sbalzo di temperatura” in sé a farci ammalare. L’autunno modifica piuttosto una combinazione di fattori ambientali e sociali che può facilitare la circolazione di diversi agenti respiratori.
Per questo motivo, prepararsi ai mesi freddi significa soprattutto curare le proprie abitudini quotidiane e sostenere il normale funzionamento dell’organismo.
Come affrontare il cambio di stagione? 6 abitudini utili
1. Ripristinare gradualmente una routine regolare
Dopo le vacanze può essere controproducente passare improvvisamente da ritmi molto liberi a giornate completamente programmate.
Orari relativamente costanti per sonno, pasti e attività quotidiane aiutano a ritrovare una maggiore regolarità.
Particolarmente importante è mantenere un orario di risveglio abbastanza stabile, evitando di compensare la stanchezza esclusivamente dormendo molto più a lungo nel fine settimana.
2. Sfruttare la luce naturale
Trascorrere parte della giornata all’aperto permette di mantenere una buona esposizione alla luce naturale.
Una passeggiata durante la mattina o nella pausa pranzo può essere un’abitudine semplice da inserire nella routine e offre anche l’occasione per mantenersi fisicamente attivi.
3. Non interrompere l’attività fisica
Quando ci si sente stanchi la tentazione è spesso quella di eliminare l’esercizio dalla giornata. Nella maggior parte dei casi, però, mantenere una regolare attività fisica adeguata alle proprie condizioni contribuisce al benessere generale e aiuta a conservare una routine attiva.
Non è necessario iniziare con allenamenti intensi: camminare, andare in bicicletta o svolgere attività moderate con costanza è già un buon punto di partenza.
4. Curare l’alimentazione
Non esistono alimenti capaci da soli di eliminare la stanchezza stagionale.
Una dieta varia consente però di assicurare all’organismo carboidrati, proteine, grassi, vitamine e minerali necessari alle normali funzioni fisiologiche.
Il Ministero della Salute ricorda che nessun singolo alimento contiene tutti i nutrienti necessari e che proprio per questo la varietà rappresenta uno dei principi fondamentali di un’alimentazione equilibrata.
Particolare attenzione dovrebbe essere dedicata a:
- regolarità dei pasti;
- frutta e verdura;
- cereali, preferibilmente anche integrali;
- legumi;
- fonti proteiche adeguate;
- frutta secca e semi;
- corretta idratazione.
5. Evitare di compensare la stanchezza con troppi stimolanti
Quando la concentrazione diminuisce è facile aumentare progressivamente caffè, energy drink o altre bevande contenenti caffeina.
Un consumo eccessivo, soprattutto nel pomeriggio o in serata, può però interferire con il sonno e contribuire a creare un circolo vizioso: si dorme peggio, ci si sente più stanchi e aumenta nuovamente il bisogno percepito di stimolanti.
6. Individuare il tipo di supporto realmente necessario
“Mi sento stanco” può significare cose molto diverse.
Per qualcuno prevale la spossatezza fisica. Per altri il problema principale è la difficoltà a concentrarsi dopo il rientro. In altre situazioni, con l’avvicinarsi dei mesi freddi, l’esigenza principale è quella di prestare maggiore attenzione alle naturali difese dell’organismo e al benessere delle prime vie respiratorie.
È proprio questa distinzione che permette di orientarsi meglio anche quando si valuta l’utilizzo di un integratore alimentare.
Quali integratori scegliere durante il cambio di stagione?
Gli integratori non sostituiscono dieta, sonno, movimento o altre buone abitudini e non hanno lo scopo di curare malattie.
Il Ministero della Salute li definisce prodotti destinati a integrare la dieta attraverso fonti concentrate di nutrienti o altre sostanze con effetto nutritivo o fisiologico.
La domanda da porsi, quindi, non dovrebbe essere semplicemente “qual è il miglior integratore per il cambio di stagione?”, ma piuttosto:
qual è l’esigenza che voglio supportare?
Berinos: quando prevalgono spossatezza e stanchezza fisica
Se il problema principale del cambio di stagione è la sensazione di avere meno energie, può essere utile orientarsi verso nutrienti coinvolti nel metabolismo energetico.
Berinos è una formulazione Aliveda in stick gel pronti all’uso che combina:
- vitamine del gruppo B;
- vitamina C;
- acido folico;
- L-carnitina;
- pappa reale.
Le vitamine del gruppo B partecipano a numerosi processi metabolici e diverse vitamine della formulazione contribuiscono al normale metabolismo energetico.
La vitamina C contribuisce inoltre alla riduzione di stanchezza e affaticamento, al normale metabolismo energetico e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
La presenza di L-carnitina completa la formulazione: questa molecola partecipa fisiologicamente al trasporto degli acidi grassi a lunga catena verso i mitocondri, dove possono essere utilizzati nei processi di produzione energetica.
Berinos può quindi rappresentare un supporto nutrizionale quando nel periodo di adattamento stagionale prevalgono astenia, spossatezza e riduzione delle energie fisiche, sempre nel contesto di uno stile di vita equilibrato.
Il formato in stick gel pronto all’uso rende inoltre semplice l’assunzione anche fuori casa.
Neomucil: supportare difese dell’organismo e benessere respiratorio nei mesi freddi
Con l’arrivo dell’autunno cambia anche il contesto nel quale trascorriamo la giornata: scuole, uffici, mezzi pubblici e altri ambienti chiusi tornano a essere frequentati più intensamente.
In questa fase può essere utile prestare particolare attenzione ai nutrienti che contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario.
Neomucil combina:
- N-acetilcisteina;
- Zinco;
- Altea;
- Echinacea angustifolia;
- Astragalo;
- Rosa canina.
Lo Zinco contribuisce alla normale funzione del sistema immunitario e alla protezione delle cellule dallo stress ossidativo.
La Rosa canina rappresenta una fonte naturale di vitamina C, mentre Echinacea e Astragalo sono estratti vegetali tradizionalmente impiegati nelle formulazioni dedicate alle naturali difese dell’organismo.
L’Altea, ricca di mucillagini, completa la formulazione per il suo effetto emolliente e lenitivo sulla mucosa orofaringea e per il benessere della gola.
Un ulteriore componente caratterizzante è la N-acetilcisteina, derivato dell’aminoacido cisteina e precursore del glutatione, importante molecola ad azione mucolitica e coinvolta nei sistemi antiossidanti dell’organismo.
Neomucil va quindi considerato come un supporto al benessere respiratorio e alle normali difese dell’organismo, non come uno strumento capace di garantire la prevenzione delle infezioni stagionali.
E per i bambini?
Per la fascia pediatrica dai 3 ai 12 anni è disponibile Neomucil Kids, una formulazione specifica a base di N-acetilcisteina, Zinco ed estratti vegetali di Altea e Piantaggine lanceolata.
Le modalità di utilizzo sono differenziate in funzione dell’età. Quando un integratore è destinato ai bambini è particolarmente importante rispettare le indicazioni riportate in etichetta e confrontarsi con il pediatra quando necessario.
Bnad: quando il rientro mette alla prova energia mentale e concentrazione
Il cambio di stagione coincide spesso con un altro cambiamento importante: la fine delle ferie e la ripresa delle attività lavorative, universitarie o scolastiche.
Agenda piena, sveglia anticipata, riunioni, studio e numerosi stimoli possono tradursi in una sensazione di affaticamento mentale e minore lucidità.
In questo contesto, oltre a recuperare gradualmente ritmi regolari e sonno adeguato, può essere interessante concentrarsi sui nutrienti coinvolti nel metabolismo energetico e nel normale funzionamento del sistema nervoso.
Bnad associa il NADH, nicotinammide adenina dinucleotide in forma ridotta, a un complesso di vitamine del gruppo B, tra cui B1, B3, B5, B6, B9, B12 e biotina.
Il NADH è un coenzima coinvolto nelle reazioni cellulari di ossidoriduzione ed è strettamente legato ai processi attraverso i quali i mitocondri producono energia.
Anche diverse vitamine del gruppo B presenti nella formulazione partecipano al normale metabolismo energetico. Alcune contribuiscono inoltre al normale funzionamento del sistema nervoso, alla normale funzione psicologica e alla riduzione di stanchezza e affaticamento.
Per questo, nel contesto del cambio di stagione, Bnad può essere presentato soprattutto come supporto nutrizionale ai processi energetici e al normale funzionamento del sistema nervoso nei periodi particolarmente impegnativi, senza considerarlo un sostituto del riposo o una soluzione a eventuali disturbi cognitivi.
Berinos, Neomucil o Bnad: quale scegliere?
Più che cercare un unico “integratore per il cambio di stagione”, è utile partire dal bisogno prevalente.
Se prevale la stanchezza fisica:
Berinos offre una combinazione di vitamine del gruppo B, vitamina C, L-carnitina e pappa reale orientata al sostegno nutrizionale nei periodi di maggiore affaticamento.
Se l’attenzione è rivolta alle naturali difese e al benessere delle vie respiratorie:
Neomucil combina Zinco, N-acetilcisteina ed estratti vegetali selezionati per un supporto mirato durante i mesi più freddi.
Se prevalgono affaticamento mentale e difficoltà a recuperare il ritmo dopo il rientro:
Bnad associa NADH e vitamine del gruppo B, nutrienti e cofattori strettamente collegati al metabolismo energetico e al normale funzionamento del sistema nervoso.
Questo approccio permette di evitare integrazioni generiche e di scegliere invece una formulazione coerente con le proprie esigenze.
Si possono assumere più integratori contemporaneamente?
Non è possibile stabilirlo in modo universale.
Due prodotti diversi possono contenere alcuni degli stessi nutrienti e il fatto che si tratti di integratori alimentari non significa che aumentare le dosi produca automaticamente un beneficio maggiore.
Prima di associare più formulazioni è quindi opportuno:
- controllarne attentamente la composizione;
- rispettare le dosi giornaliere raccomandate;
- evitare duplicazioni non necessarie;
- chiedere consiglio al medico o al farmacista in presenza di terapie farmacologiche o condizioni particolari.
La stessa attenzione è necessaria durante gravidanza e allattamento e quando l’integrazione riguarda bambini o persone con patologie.
Quando la stanchezza non è semplicemente “cambio di stagione”
Sentirsi meno energici per qualche giorno durante un periodo particolarmente impegnativo può essere comune.
Una stanchezza intensa o persistente, però, non dovrebbe essere automaticamente attribuita all’arrivo dell’autunno.
È opportuno confrontarsi con il medico soprattutto se l’affaticamento:
- dura per diverse settimane;
- peggiora progressivamente;
- interferisce significativamente con lavoro, studio o attività quotidiane;
- è accompagnato da perdita di peso non intenzionale;
- si associa a febbre persistente;
- è accompagnato da palpitazioni, affanno o debolezza marcata;
- si accompagna a cambiamenti importanti e persistenti dell’umore.
Anche una difficoltà di concentrazione nuova, significativa o progressiva merita una valutazione specifica.
È importante inoltre distinguere una temporanea sensazione di “malinconia autunnale” dai disturbi dell’umore. In alcune persone esiste infatti un vero disturbo affettivo stagionale, una forma di depressione con andamento ricorrente legato alle stagioni, che richiede una valutazione professionale.
Domande frequenti sul cambio di stagione
Quanto dura la stanchezza da cambio di stagione?
Non esiste una durata standard perché la cosiddetta stanchezza da cambio di stagione non rappresenta una condizione clinica definita. Se dipende dalla modifica di orari, sonno e abitudini, può ridursi progressivamente con il recupero di una routine regolare. Se la stanchezza è intensa, non migliora oppure persiste per settimane, è consigliabile parlarne con il medico.
Perché in autunno mi sento sempre stanco?
Con l’arrivo dell’autunno possono cambiare contemporaneamente esposizione alla luce, attività fisica, orari del sonno e organizzazione delle giornate. Per molte persone settembre coincide inoltre con la ripresa di lavoro, scuola e impegni quotidiani. Questi fattori possono contribuire alla percezione di una maggiore fatica, anche se non tutte le persone presentano una vera variazione stagionale dell’energia.
Quali vitamine possono essere utili contro stanchezza e affaticamento?
Diverse vitamine del gruppo B e la vitamina C partecipano al normale metabolismo energetico; per specifiche vitamine sono inoltre autorizzate indicazioni relative alla riduzione di stanchezza e affaticamento. L’integrazione è particolarmente sensata quando esiste un’esigenza nutrizionale concreta e deve sempre affiancare, non sostituire, alimentazione equilibrata, sonno e attività fisica.
Qual è il miglior integratore per il cambio di stagione?
Non esiste un integratore migliore per tutti. La scelta dovrebbe dipendere dall’esigenza prevalente: Berinos è maggiormente orientato al sostegno nei periodi di stanchezza fisica, Neomucil al supporto delle normali difese dell’organismo e del benessere respiratorio, mentre Bnad offre nutrienti e cofattori legati al metabolismo energetico e al normale funzionamento del sistema nervoso.
Come aumentare le difese immunitarie in autunno?
Il sistema immunitario non dipende da un singolo alimento o integratore. Le basi rimangono un’alimentazione varia, sonno adeguato, regolare attività fisica e corretti stili di vita. Nutrienti come Zinco e vitamina C contribuiscono alla normale funzione del sistema immunitario e possono essere apportati attraverso l’alimentazione o, quando opportuno, attraverso un’integrazione mirata.
Gli integratori possono prevenire raffreddore e influenza?
Gli integratori alimentari non devono essere considerati medicinali e non possono garantire la prevenzione di raffreddore, influenza o altre infezioni respiratorie. Possono invece apportare nutrienti o sostanze con effetti fisiologici e contribuire, quando previsto per i singoli componenti, al normale funzionamento del sistema immunitario.
Cosa fare contro la stanchezza mentale da rientro?
Il primo intervento consiste nel recuperare un ritmo regolare: dormire a sufficienza, programmare pause durante il lavoro o lo studio, mantenere attività fisica e trascorrere parte della giornata all’aperto. Quando l’affaticamento è associato a un periodo particolarmente impegnativo può essere valutato anche un supporto nutrizionale con nutrienti coinvolti nel metabolismo energetico e nel funzionamento del sistema nervoso.
Affrontare il cambio di stagione partendo dalle proprie esigenze
Il passaggio dall’estate all’autunno può modificare ritmi, abitudini e richieste della giornata. Non esiste però un’unica risposta valida per tutti.
Per recuperare energia è utile partire sempre dai fondamentali: sonno, alimentazione, attività fisica, esposizione alla luce naturale e organizzazione sostenibile degli impegni.
Quando si decide di affiancare un integratore, un approccio mirato permette invece di rispondere meglio alle differenti necessità.
È in questa direzione che si inseriscono le formulazioni Aliveda: Berinos quando prevalgono spossatezza e stanchezza fisica, Neomucil quando l’attenzione è rivolta alle normali difese e al benessere respiratorio, Bnad per il supporto ai processi energetici e al normale funzionamento del sistema nervoso nei periodi di maggiore impegno.
Tre esigenze diverse, accomunate dallo stesso principio: integrare in modo consapevole ciò di cui l’organismo può avere bisogno, senza sostituire le buone abitudini che restano alla base del benessere quotidiano.
Fonti e approfondimenti
Ministero della Salute, Integratori alimentari e Linee guida ministeriali. Gli integratori sono destinati a integrare la dieta e possono favorire la normalità delle funzioni dell’organismo attraverso nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo o fisiologico.
Ministero della Salute, Mangia sano. Una dieta varia ed equilibrata rappresenta uno dei principali presupposti per assicurare all’organismo un apporto nutrizionale adeguato.
Moriyama M, Hugentobler W, Iwasaki A. Seasonality of Respiratory Viral Infections. Annual Review of Virology, 2020. La stagionalità dei virus respiratori dipende da un’interazione complessa tra fattori ambientali, temperatura, umidità, risposta dell’ospite e comportamento umano.
National Institute of Mental Health, Seasonal Affective Disorder. Le variazioni stagionali della luce possono influenzare sonno, ritmi circadiani e umore in alcune persone; sintomi importanti o persistenti richiedono una valutazione professionale.